giovedì 24 maggio 2012

S. Angelo Muxaro, dove mito e storia si incontrano


di Laura Maria Simeti
S.Angelo Muxaro (Ag)

Un mix di storia antichissima, natura, mito e sapori tradizionali: così ci piace in poche parole riassumere la gita che l'Associazione Sicilia delle Meraviglie ha organizzato domenica 20 maggio a S.Angelo Muxaro, nell'agrigentino.
È facile constatare quanto siano pochi i siciliani che conoscono il paese e le sue attrattive turistiche. Non si finisce per caso a S. Angelo, bisogna conoscerlo. La strada non è delle migliori, e l'ultima parte del tragitto è tortuosa. Questo non lo diciamo per scoraggiare chi volesse visitarlo, anzi, il percorso è parte integrante dell'escursione stessa: i posti facili da raggiungere non hanno certo lo stesso fascino di un paese di 1500 anime abbarbicato su una rupe scoscesa di 335 mt sul livello del mare. In questo luogo di natura selvaggia si intrecciano mitologia e storia creando dei percorsi turistici unici e suggestivi. Sulle pareti di gesso cristallino della collina di Sant’Angelo, è possibile visitare, infatti, un'immensa necropoli. Tantissime sono le tombe rinvenute nel corso degli anni. Gran parte di esse sono di forma rotonda a pseudo-cupola conica, detta “a Tholos” e richiamano le costruzioni funebri principesche della Grecia micenea. Fra queste tombe, noi abbiamo visitato la più monumentale, la “Grotta del Principe”, formata da due grandi camere circolari comunicanti; una anteriore molto grande (diam. m. 8,8) e la seconda più interna e di dimensioni ridotte che presenta intagliato nella roccia un lettuccio funebre. Proprio all'interno di questa grotta la guida che ci ha accompagnato durante l'escursione, Pierfilippo Spoto, ci ha raccontato della antica leggenda che vuole che qui fosse stato sepolto Minosse e della storia dell'intero sito archeologico di S.Angelo.


La necropoli del monte di Sant’Angelo Muxaro rappresenta infatti la parte più esterna di un sito archeologico molto più ampia. Essa assume una posizione tale da far pensare ad una barriera insormontabile posta a protezione dell'area di “Monte Castello”, sulla cui sommità pianeggiate gli studiosi sono ormai concordi nel collocare la sede dell’antica e mitica fortezza dei Sicani: Kamikos.
Tutto il materiale archeologico riportato alla luce, durante i vari scavi effettuati nel territorio santangelese, si trova oggi custodito nei musei di Sicarusa, Palermo, Agrigento, mentre al British Museum di Londra si trova la coppa d’oro decorata a sbalzi raffiguranti sei torelli a circolo.
Il nostro gruppo, quindi, ha avuto sia la possibilità di visitare un sito archeologico, di estremo fascino, ma anche l'occasione di passeggiare tra i vicoli del paese e conoscere gli abitanti del luogo che organizzano per i visitatori piccole degustazioni di miele, “pani cunzato”, ricotta e dolci tipici.
A termine della degustazione abbiamo avuto il piacere di incontrare un artigiano che ancora intreccia le ceste e fa visitare il suo laboratorio a curiosi e turisti. Vogliamo ancora una volta ringraziare Pierfilippo Spoto, la nostra guida, e citare il suo impegno per promuovere il territorio santangalese e portarlo alla conoscenza di tedeschi, francesi e tanti altri. Pierfilippo è fondatore di “Val di Kam” società impegnata nella promozione turistica del piccolo paese di S. Angelo e delle sue bellezze naturalistiche e archeologiche. Dopo un'infanzia trascorsa ad osservare le tipiche grotte, Pierfilippo lascia il paese per portare a termine studi economici ma le sue origini lo richiamano a fare qualcosa per il suo territorio. Le sue idee turistiche inizialmente respinte da agenzie di viaggio locali, che non credevano nelle attrattive di S. Angelo, adesso portano quotidianamente turisti, per lo più stranieri, con cui lui stesso organizza escursioni speleologiche e naturalistiche e a cui propone attività collaterali come corsi di cucina, di lingua, degustazioni e tanto altro. “Val di Kam” è sicuramente un esempio positivo di valorizzazione e promozione del territorio siciliano che andrebbe studiato ed emulato.
Vi invitiamo a vedere il video realizzato nel corso dell'escursione dove avrete il piacere di ascoltare Pierfilippo Spoto.

1 commento:

  1. Molto interessante. Conferma quello che, "da straniero", ho sempre pensato della Sicilia: una terra prediletta dagli Dei; una terra ricca di bellezze naturali e storiche che sono delle miniere d'oro. Chissà perché ai siciliani non piace fare i minatori... Forse perché sono creature solari; di sole ce n'è quanto ne vogliono, e tanto gli basta...

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